L’ex portiere dell’Inter, Walter Zenga, ai microfoni di Radio Anch’io Sport, ha commentato lo straordinario momento della formazione di Antonio Conte.

Walter Zenga, leggendario “Uomo Ragno” dell’Inter, a Radio Anch’io Sport, ha parlato della squadra di Antonio Conte che contro il Cagliari ha conquistato l’11ª vittoria consecutiva: “A chi non piace questa Inter. Il problema principale è che si fa confusione tra controllo della partita ed estetica. L’Inter prende pochi gol, ha la coppia più prolifica del campionato e sta andando a vincere lo scudetto: è superfluo dire se gioca bene o male. Anche ieri ha controllato la partita, senza correre alcun rischio”.

“Su Conte si sente il suo senso di appartenenza alla Juve, ma è uno dei top professionisti e lo ha dimostrato anche quest’anno”. Sul futuro dell’Inter: “È un periodo della vita complicato per il Covid e le squadre di calcio vivono di merchandising e abbonamenti e questo potrebbe portare nelle squadre problemi di investimenti. Non so cosa farà la proprietà cinese in futuro, ma l’anno prossimo, per una Champions da protagonista, dovrà fare un paio di innesti, davanti e in mezzo. Per tornare competitiva in Europa non c’è da rifondare ma da ritoccare la rosa, perchè le competizioni diventano lunghe e stressanti: un contro poi è affrontare una Champions da quarta, un altro da tricolore, cambiano anche le responsabilità”.

Walter Zenga, si sofferma anche sul Var: “Lo renderei meno ‘segreto’, l’allenatore in panchina è l’unico che non ha la possibilità di rivedere l’azione a differenza degli spettatori sugli spalti, quanto torneranno, o di un componente della panchina con il telefonino”.

Walter Zenga e la squadra di Andrea Pirlo

“È un allenatore giovane, si è ritrovato una squadra che ha vinto nove campionati e ha sicuramente pagato degli errori di inesperienza. Ma, supportato dalla società, ha risalito la china. Ronaldo? Non è più quello dell’anno scorso e il suo nervosismo è legato non alla squadra ma al fatto che sta riconoscendo che non riesce ad incidere. Da grande uomo e campione – continua l’ex portiere della Nazionale – è arrabbiato con sè stesso”.

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