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VI parte Cristiano Ronaldo e le ragazze

VI parte Cristiano Ronaldo e le ragazze

VI parte Cristiano Ronaldo e le ragazze. Se vi siete persi gli articoli precedenti dell’infanzia di Cristiano Ronaldo, visitate gli articoli di seguito:

VI parte Cristiano Ronaldo : la libertà e il primo stipendio.

Solo compiuti i 14 anni Ronaldo ebbe un po’ più di libertà, quando si trasferì con tre amici in una stanza del residence D. José, vicino alla piazza Marquês de Pombal e iniziò a studiare in una scuola in centro. Con l’arrivo di ragazzi più giovani, lo Sporting aveva dovuto trovare una casa nuova ai giocatori più grandi. Ronaldo ricevette per la prima volta uno stipendio (il corrispettivo di 50 euro), ma i soldi non venivano versati sul suo conto, come succedeva con gli altri ragazzi. I soldi erano mandati alla madre, che gliene dava una parte, il resto serviva per aiutare con le spese a Madeira.

Nonostante le aspettative sulla vita da sogno nel centro di Lisbona, la libertà nella nuova casa non era molta di più. Potevano andare al bar dopo cena, quello sì, ma dovevano tornare al residence molto presto, prima di mezzanotte, altrimenti la proprietaria avrebbe riferito alla squadra e li avrebbero puniti. Ronaldo e gli amici andavano in metropolitana agli allenamenti, la sera poi rimanevano in casa a vedere la televisione quasi tutte le sere e si appassionarono alle telenovele. Sapevano tutte le trame e i nomi dei protagonisti. Le sere più divertenti erano quelle passate al cinema Monumental. Una giornalista della pubblicazione dello Sporting gli comprava i biglietti e convinceva gli educatori a portarli allo spettacolo di mezzanotte, che loro adoravano.

VI parte Cristiano Ronaldo e il rapporto con le ragazze

Da adolescente Ronaldo non aveva molto successo con le ragazze, era timido a causa della pronuncia e non si sentiva a suo agio perché non aveva soldi, né vestiti di marca, nemmeno il suo aspetto lo aiutava, “non sono più quel ragazzino coi denti storti, i brufoli e i capelli a spaghetto” ha detto durante un programma televisivo. Gli piaceva la musica, lui e Fábio ascoltavano la radio e i CD della Kelly Family da un apparecchio che un amico aveva portato dalla casa dei genitori. Cristiano però non riusciva nemmeno a mettere insieme i soldi per comprare il lettore portatile che desiderava tanto. La pazzia più grossa che faceva, era andare a comprare un paio di jeans e delle magliette ai saldi, cosa che succedeva pochissime volte all’anno. Di solito si metteva le tute e l’abbigliamento fornito dallo Sporting.

Fu proprio quando si stava ambientando in squadra e con gli amici che la sua famiglia entrò in crisi. Cristiano scoprì l’alcolismo del padre e i problemi di droga del fratello maggiore. Pagò la disintossicazione di quest’ultimo coi pochi soldi che aveva messo da parte, ma non riuscì mai ad aiutare il padre.

Dinis morì nel 2005 per complicazioni epatiche e renali. Ronaldo era in ritiro con la nazionale quando ricevette la notizia nella stanza di Luiz Felipe Scolari, allora allenatore del Portogallo. Dopo aver pianto abbracciato al suo allenatore, gli chiese di essere titolare nella partita contro la Russia quella sera. E giocò.

L’ossessione di Ronaldo per il successo non fu sempre compresa nelle squadre in cui ha giocato. Quando aveva 17 anni, la stella delle giovanili dello Sporting fu chiamata ad allenarsi con la squadra principale, dove giocava Paulo Bento. Era l’occasione che aveva tanto atteso e voleva farsi vedere. Lottò così tanto su tutti i palloni per prendere la palla e fare bella figura con l’allenatore, che un veterano delle squadra gli disse “Vedi di calmarti, ragazzino!”. Ronaldo si fermò, si girò e gli rispose “Voglio vedere se mi parlerai ancora così quando sarò il migliore al mondo!”.

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