V parte Cristiano Ronaldo e la sua solitudine. Se vi siete persi gli articoli precedenti inerente all’infanzia di cristiano Ronaldo ,visitate gli articoli di seguito:

V parte Cristiano Ronaldo e il rapporto con i compagni.

Alla fine di uno dei primi allenamenti, l’allenatore gli chiese di rimanere per mettere a posto, Ronaldo gli rispose davanti a tutti pieno di orgoglio “sono un giocatore dello Sporting e non devo raccogliere niente da terra”. La direzione gli diede un castigo esemplare e non fu convocato nelle partite seguenti. E Cristiano ricominciò a stare in stanza da solo a piangere.

Ma l’umiliazione più grande venne più tardi. Doveva portare fuori dallo stadio la spazzatura spingendo un carretto che i giocatori chiamavano Ferrari. Una volta, mentre Ronaldo portava fuori la spazzatura, un compagno che lo stuzzicava sempre gli disse “ecco che arriva Ronaldo con la sua auto”,riferendosi sia alla punizione che alla povertà della sua famiglia, lui rispose “ridi quanto vuoi, ma un giorno avrò una Ferrari per davvero, vedrai”. Ne ha già comprate alcune.

La solitudine servì a qualcosa, Cristiano Ronaldo pensava solo alla carriera e a dimostrare a tutti che era il migliore. Nel tempo libero andava in palestra e in camera passava le ore a fare flessioni e addominali coi pesi alla caviglie. Prima di ogni pasto mangiava sempre due scodelle di zuppa, prima del piatto principale, voleva smettere di essere così magro e mettere su muscoli per correre più dei compagni e avversari. Alla fine degli allenamenti, quando erano tutti sotto la doccia, rimaneva in campo a perfezionare tiri e punizioni. Continua … VI parte e ultima Ronaldo e il rapporto con le ragazze