Uefa Europa League. Dopo la vittoria dell’Europa League, l’allenatore del Chelsea, Sarri dedica il trofeo ai tifosi del Napoli , ma poi li gela con una frase: “Avranno sempre il mio rispetto, ma a volte la professione porta a fare altri percorsi” .

Mi hanno fatto piacere i complimenti del Napoli e del suo presidente, i napoletani sanno l’amore che provo per loro e sanno che ho scelto l’estero per non andare in un’altra italiana un anno fa. Avranno sempre il mio rispetto, ma a volte la professione porta a fare altri percorsi”.

L’illusione della giacca e cravatta

La sua serata era iniziata proprio con un’illusione, quando sceso dal pullman, si è presentato allo stadio in giacca e cravatta. Ma il suo travestimento è durato poco. Si è allentato il nodo alla cravatta per poi togliersi la giacca. Ingresso in campo, per la finale di Uefa Europa League, tutto era tornato alla normalità: Sarri in tuta e il suo Chelsea con le tre punte. E con la sua tuta ha sollevato il primo trofeo della sua carriera .

Primo trofeo? Non è esatto

Primo successo in Europa League di un allenatore italiano dal 1999 . Il terzo italiano ad alzare un trofeo sulla panchina del Chelsea dopo Vialli (Coppa delle Coppe 1998) e Di Matteo (Champions 2012). Primo trofeo personale per Sarri, ma solo se non consideriamo la Coppa Italia di serie D conquistata nel 2003 alla guida del Sansovino, superando la concorrenza di 162 squadre italiane. Questa volta ne ha sconfitte 213, provenienti da tutta Europa, confermando la sua attitudine a crescere: dal Sansovino all’Empoli portato in A, fino al Napoli migliorato anno dopo anno.

Alla fine Sarri ha vinto con le sue idee, fedele al possesso palla, alle azioni ragionate chiuse , alla regia di Jorginho, alla ricerca della qualità. E alla sua inseparabile tuta. Potrebbe interessarti anche: Calciomercato Milan, Gazidis frena l’entusiasmo dei tifosi

(fonte: Skysport)