Superga 4 maggio 1949. Il 4 maggio 1949 alle ore 17.05 i giocatori del Grande Torino che viaggiavano verso casa dopo la trasferta a Lisbona, si schianta contro un muro avvolto da una fittissima nebbia. La squadra era la più ammirata in Italia ed In Europa, orgoglio del paese che pian piano stava cercando di rialzarsi dalle macerie della guerra. I morti sul colpo furono 31.

Aeroporto di Lisbona: ore 9:52 del 4 maggio 1949

Il Grande Torino si trovava in trasferta a Lisbona per disputare una partita amichevole contro il Benfica con l’obiettivo di raccogliere fondi per la squadra lusitana in gravi difficoltà economiche. Il volo di ritorno era previsto nella mattinata del 4 maggio 1949 dall’aeroporto della capitale portoghese. Sulla pista li attendeva l’aereo noleggiato dai granata alla ALI. Sui sedili presero posto idoli del calcio italiano Valentino Mazzola, Guglielmo Gabetto, i fratelli Ballarin, Valerio Bagicalupo, Ezio Loik, Mario Rigamonti e lo staff tecnico con il direttore tecnico Egri Erbstein e l’allenatore Leslie Lievesley.

Alle 9:52, in perfetto orario, l’aereo prende quota lasciando la capitale portoghese per poi atterrare di nuovo a Barcellona per far rifornimento di carburante. I granata scendendo a terra in questa occasione, incrociano i giocatori del Milan, a loro volta diretti a Madrid per un’amichevole. Saranno gli ultimi a vedere i campioni d’Italia in vita. Erano le 13:15.

Poco dopo le 14:00, rifornito di carburante, l’aereo riprende il volo con destinazione TorinoAeritalia. Il volo procedette senza alcuni intoppi fino a sorvolare la Liguria dove il tempo non era ottimale e questo fece decidere all’equipaggio, oltre a richiedere il rilevamento geometrico, di abbassarsi fino all’altitudine di 2.000 metri.

Gli ultimi istanti prima della tragedia- Superga 4 maggio 1949.

A circa 15-20 minuti dalla pista di Torino l’equipaggio dell’aereo richiedeva nuovamente il rilevamento geometrico ai radiofari di Novi e Savona. Scosso dal vento e sferzato dalla pioggia battente, l’equipaggio ricontattava Torino alle 16:55 per avere nuovamente il bollettino meteo. Rispondeva la torre: Torino: calma, visibilità 1.200 metri. Tempo presente pioggia continua, tempo passato pioggia. Nubi basse 8/8 strati e fractostrati limite 480 metri. In tutte le direzioni sopra le montagne, invisibile stazionario. Superga: cielo invisibile. Vento nord 10 nodi, visibilità 40 metri: tempo presente pioggia continua, tempo passato pioggia: in tutte le direzioni invisibile verso il basso.”

Alle 17:02 l’equipaggio chiamava per l’ultima volta la torre di Torino, per avere conferma dell’angolo di approccio alla pista, confermato a 285°. Dopo i saluti del Comandante e del marconista, il silenzio. Erano le 17:05 e la tragedia si era consumata in una frazione di secondo contro il muro di cinta della basilica di Superga. Un errore umano dunque, molto probabilmente causato per la ridotta sicurezza nel volo strumentale di quegli anni . Questa tragedia riporterà l’Italia nel lutto che sembrava svanito con la fine della guerra. Potrebbe interessarti anche: Udinese Inter le formazioni

(fonte: Panorama)