Il pilota spagnolo, Sete Gibernau, con 9 vittorie in top class, ha parlato del suo futuro, della MotoGp soprattutto dell’infortunio di Marc Marquez e del rapporto con Valentino Rossi.

Sete Gibernau, classe 1972, nella sua vita da pilota ha sperimentato di tutto: dalla 500 all’ultimissima MotoE, passando per la MotoGP, in cui ha sfiorato due titoli battagliando con Valentino Rossi. Oggi ha voltato pagina, dedicandosi ad un nuovo progetto, ma non perde di vista l’amato Motomondiale.

Sete Gibernau attualmente di cosa si sta occupando?

“Al momento sto lavorando a un grosso progetto. Si tratta di un’idea lontana dal mondo delle corse, che tocca temi ad ampio respiro come la mobilità e le città. Ma di più non posso dire. Verrà svelato nei prossimi mesi e ne sono molto orgoglioso”

Sete Gibernau e l’idea del momento attuale della MotoGP

“La scorsa stagione è stata particolare. C’è stato il problema Covid che ha colpito un po’ tutti. È stata una situazione nuova e poi è arrivato l’infortunio di Marc Marquez. Di fronte a quell’episodio ogni protagonista ha reagito diversamente perché non c’era un vero e proprio leader. Sembrava che nessuno volesse vincere il Mondiale (ride, ndr). Tutti avranno pensato di potercela fare. Marquez ha trasmesso la pressione agli altri piloti. Tanti dicono di non sentirla, ma non è vero: l’assenza di Marc lo ha dimostrato. Quelli che, teoricamente, avrebbero dovuto vincere, come Vinales, Quartararo e Dovizioso, non ci sono riusciti. Vuol dire che quella pressione c’era”.

A proposito di Joan Mir, come sarà la difesa del titolo per il campione in carica?

“In questo caso tutto dipenderà dalle condizioni di Marquez, anche perché, per il momento, è sempre stato padrone del proprio destino. Vediamo se e come tornerà fisicamente al top e come gestirà anche l’aspetto psicologico. Il lato mentale sarà determinante per lui. Di riflesso, gli altri piloti si adegueranno. Non so cosa passerà per la testa di Mir: potrebbe accettare di non avere pressione addosso o caricarsi ulteriormente per dimostrare di poter battere anche Marc. Sicuramente guidare con i pensieri è molto diverso rispetto a una situazione di massima serenità. A volte, pensare troppo gioca brutti scherzi”.

A lei non è mai capitato di guidare condizionato dai pensieri?

“Assolutamente sì, anzi forse sono stato uno di quelli che ha fatto peggio (sorride, ndr). Ho fatto alcune cose molto bene e ho preso decisioni che oggi non ripeterei. Rimpianti? Ero molto felice se guidavo le moto. Poi sono arrivato a un punto in cui, se non vincevo, non ero felice. Quando l’ho capito, ho pensato: ‘Ora non mi diverto più’. Nel 2006, infatti, nonostante avessi ancora un anno di contratto, ho deciso di smettere. Mi ero dimenticato che vincevo perché ero felice”

Quindi avrebbe preferito non ritirarsi?

“Il ritiro è stata una conseguenza dei pensieri in cui mi sono fatto trascinare. Pensando negativo, anche i risultati diventano tali. Fortunatamente ho recuperato la mia positività e sono tornato a correre. Penso di aver anche ritrovato una certa fortuna. Tante volte non capiamo che spesso la nostra sorte può dipendere da noi”.

Ha il rimpianto di non aver vinto il titolo, pur non essendo in un team ufficiale?

“Sì, ma alla fine, se non ho vinto, vuol dire che non lo meritavo. Sono stato comunque molto fortunato a vivere una tappa molto bella della mia vita con la mia famiglia italiana. Con gli italiani sono sempre stato bene. Gresini e la sua squadra mi hanno reso un leader”.

Sete Gibernau e il rapporto con Valentino Rossi

“Ognuno ha la sua maniera di dare il meglio di sé. Rossi ha il suo modo di gestire la carriera e prende alcuni episodi molto sul personale. Siamo diversi, ma ripeterò sempre che per me è stato un onore e un piacere lottare contro il miglior Valentino. È stato bellissimo, lo rispetto molto”

Se avesse un nipote o un figlio intenzionato a gareggiare con le moto, come la prenderebbe?

“A mia figlia regalerei subito una racchetta o una mazza da golf. Quello che vuole, ma l’importante è che lasci perdere le moto. Tra l’altro dovrò cambiare la pista da kart che ho a casa e trasformarla in un campo da golf (ride, ndr). Scherzi a parte, l’importante è fare ciò che rende davvero felici”.

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