Serie A Ibrahimovic: Presto in Italia in una squadra…

Serie A Ibrahimovic

Zlatan Ibrahimovic lancia un nuovo indizio sul suo futuro, attraverso un’intervista esclusiva a GQ Italia.

Per la prima volta, Ibrahimovic annuncia che, con ogni probabilità, sarà di scena di nuovo in Serie A: Solo così riuscirò a trovare gli stimoli necessari per sorprendervi ancora.. Ti piacerebbe rimanere sempre aggiornato sul mondo del Calcio? visita la nostra pagina. Come calciatore non si tratta solo di scegliere una squadra, ci sono altri fattori che devono quadrare. Anche negli interessi della mia famiglia.

Arrivo presto in Italia, in una squadra che deve vincere di nuovo“. Ecco il messaggio che Ibrahimovic manda ai tifosi italiani attraverso una intervista a GQ. Ma esattamente a chi? Tutto porta a pensare al Milan ma il messaggio è abbastanza sibillino e potrebbe riferirsi all’Inter : Andrò in una squadra che deve vincere di nuovo, che deve rinnovare la propria storia, che è in cerca di una sfida contro tutti. Solo così riuscirò a trovare gli stimoli necessari per sorprendervi ancora. Come calciatore non si tratta solo di scegliere una squadra, ci sono altri fattori che devono quadrare. Anche negli interessi della mia famiglia. Ci vediamo presto in Italia .

In attesa di sciogliere ogni dubbio sulla sua prossima destinazione, Ibrahimovic non si smentisce e conferma a GQ Italia il lato impeccabile del suo carattere: Io amo fare la differenza. Non voglio fare bene solo una o due cose, voglio farle bene tutte . Sono molto contento di aver fatto questa esperienza a Los Angeles, anche perché dopo l’infortunio molti dicevano che non sarei più stato in grado di giocare, invece ho dimostrato che posso ancora fare la differenza.

Obiettivo che Ibrahimovic avrà anche da gennaio nel nostro campionato di Serie A, sebbene i cori razzisti. Mettere la maglia ‘No al razzismo’ è bello, ma non risolve il problema. Meglio togliere tre punti, sospendere la partita e perdere l’incasso, così rischi di andare in serie B . Devi essere severo, la gente non capisce fino a quando non paga le conseguenze. Quando ero in Italia mi gridavano ‘zingaro!’. È razzismo anche quello, è ignoranza, anche se poi quando mi vedono fuori dallo stadio mi fanno i complimenti e vogliono farsi una foto con me.

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