Romelu Lukaku, la storia del gigante buono.

Romelu Lukaku

Il sorriso della mamma lo ha spinto ad andare avanti: dal sogno a calciatore professionista.

Romelu Menama Lukaku Bolingoli, nato ad Anversa il 13 maggio del 1993 è un giocatore della nazionale belga e attualmente impegnato nel Campionato di Serie A italiano con l’Inter. L’attaccante ha origini congolesi, ma è nato e cresciuto in Belgio. Ha iniziato a giocare con squadre minori della sua città natale, fino ad arrivare a vincere nel 2009-2010 la Pro League con l’Anderlecht, all’età di soli 16 anni.

La firma del suo primo contratto importante, avvenuto nel 2011, è stata quella con il Chelsea che successivamente lo gira in prestito al West Brombich. Solo due anni dopo Romelu Lukaku si afferma come uno degli attaccanti più promettenti della Premier League, grazie al passaggio all’Everton. La sua fortuna è stata l’acquisto del Manchester United nel 2017, facendolo risultare il giocatore belga più costoso di sempre. Nel 2019 si trasferisce all’Inter, costando alla squadra nero azzurra 65 milioni di euro più dieci di bonus. Inoltre l’attaccante ha il record di gol con la propria Nazionale nei due mondiali a cui ha partecipato, realizzando più di 50 reti.

Romelu Lukaku: le difficoltà economiche della sua infanzia.

La sua carriera calcistica è stata fortemente influenzata dalle esperienze della sua famiglia. Infatti il padre è stato un calciatore della nazionale dello Zaire, e anche il fratello e il cugino hanno intrapreso la stessa sua carriera. Ciò che ha portato Romelu Lukaku agli attuali livelli è stata la sua forte dedizione alla famiglia. Infatti la sua infanzia non è stata certo felice, costringendolo a vivere in condizioni poco dignitose.

Pur essendo il padre un calciatore professionista, era a fine carriera e i soldi non bastavano più, ritrovandosi così senza acqua, luce e cibo. Il calciatore belga racconta ad un’intervista The Player’s Tribune : “Ricordo il momento esatto in cui eravamo al verde. Mia mamma davanti al frigorifero e il suo sguardo. Avevo sei anni ed ero tornato a casa da scuola per pranzo (…). Stava mischiando l’acqua con il latte. Eravamo al verde. Non solo poveri, al verde”.

Racconta però che il sorriso della mamma, presente in ogni occasione, lo rassicurava. “Volevo essere il miglior giocatore della storia del Belgio. Non solo un buon attaccante: il migliore. Ho visto troppi topi correre dentro la mia stanza, ho tanta rabbia dentro. Ho una missione”. Questo lo ha portato ad intraprendere una carriera calcistica fatta di successi così da poter permettere alla famiglia una vita migliore.

La lotta personale contro il razzismo.

Romelu Lukaku è attivo per eliminare gli atti discriminatori che esistono tra le diverse etnie nel mondo. Infatti l’attaccante interista, spesso vittima di ingiurie razziste, ha intrapreso numerose iniziative per invitare gli organi del calcio, squadre e calciatori ad assumere comportamenti contro la discriminazione negli stadi.

Seguici su MainSport per restare aggiornate e per altre storie dei personaggi dello sport.

Interazioni del lettore

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *