L’allenatore del Milan, Stefano Pioli, alla vigilia del big match contro la Juve, ha parlato in conferenza stampa.

Alla vigilia del match Milan-Juve, il tecnico rossonero, Stefano Pioli, ha parlato in conferenza stampa: “La nostra è una maratona, se fai uno scatto non è decisivo, può essere un allungo. Sarà una sfida importante ma non è la partita della vita. Mi aspetto una Juventus in crescita. Ibra out”. Poi scherza: “L’ho ‘rimproverato’ per il video sui social. Leao sta crescendo, dovevamo solo aspettarlo”.

“Siamo solo alla sedicesima giornata. La nostra è una maratona, se fai uno scatto non è decisivo, può essere un allungo. Sarà una sfida importante ma non è la partita della vita”. 

Stefano Pioli presenta così in conferenza stampa Milan-Juventus: “Mi aspetto una Juve in crescita che senza dubbio ha dovuto cominciare un nuovo percorso. Ci sta perdere qualche punto, ma rimane una squadra molto forte, ben messa in campo. Milan-Juve rimane Milan-Juve per la storia, per il blasone dei due club e per le tifoserie. E’ una partita importante e lo sappiamo. Stiamo bene e vogliamo cercare di vincere. Decisiva per la Juve? Credo di no, 16 giornate sono poche rispetto alle 38 che dobbiamo disputare. C’è spazio per tutti, a maggior ragione per una squadra così esperta e forte”.

Milan-Juve Pioli: “Ibra non ci sarà, Leao sta crescendo”

In attacco non ci sarà Zlatan Ibrahimovic, mentre Leao è in crescita. “Ho ‘rimproverato’ Ibra per le immagini messe su Tik Tok, mi hanno tempestato di messaggi. Rafa, ha le sue caratteristiche che sono importanti per la squadra e dobbiamo cercare di sfruttarle nel modo giusto. A ragazzi così talentuosi bisogna dare il tempo di crescere, trovare la posizione giusta. Da parte sua giorno per giorno cè la volontà di migliorare e questo è importante”.  A centrocampo non ci saranno invece Bennacer e Tonali: “C’è Krunic, ma si prepara sempre un piano B per sfruttare i nostri punti di forza e i punti deboli degli avversari a gara in corso, in base a quanto le cose stanno funzionando o meno”.

“Cosa è cambiato rispetto all’anno scorso? 17 punti in più”

Dopo cinque anni la partita di San Siro si gioca con la Juve più indietro in classifica rispetto al Milan. “Abbiamo 17 punti in più dell’anno scorso, è chiaro che è cambiato il livello delle nostre prestazioni. Sarà un esame importante, dovremo dare il meglio. Tutte le partite sono un’occasione per dimostrare i nostri valori.

 Noi dobbiamo pensare solo a far salire il nostro livello contro avversari di qualità ed esperienza. Sarà una partita da affrontare molto lucidamente dal punto di vista tattico”. Non sarà un Milan disposto a giocare per il pareggio, assicura l’allenatore: “Se approcci la partita pensando che il pareggio sia un buon risultato, ti avvicini alla sconfitta. Noi dobbiamo fare le nostre partite con serietà, stringendo i denti ma sempre giocando per vincere. Quando i ragazzi danno il massimo, lì sono contento. Il più delle volte, quando lo abbiamo fatto, abbiamo portato a casa risultati decisivi”.

Giocare dopo l’Inter non conta”

Idee chiare anche quando chiedono a Pioli se in Italia oggi non ci sia nessuno più forte del Milan: “I risultati dicono che stiamo facendo un percorso incredibile, quello che ha detto Simon ci sta. Domani sera staremo meglio rispetto a Benevento sarà una partita da leggere molto bene per capire quando essere aggressivi e quando aspettare, quando tenere palla per far correre gli avversari e quando invece giocare a un tocco. Bisognerà interpretare i momenti della partita“. Senza pensare al fatto che si giochi dopo l’Inter per la terza volta di fila. “Non influisce, noi prepariamo la partita con grande concentrazione a prescindere dai risultati degli avversari“.

Milan Pioli: “Alla Juve sono cresciuto come uomo e calciatore”

Bocca cucita sul mercato, Pioli assicura di sentirsi gratificato dall’ambiente: “Mi piace il riconoscimento del club nei confronti del mio lavoro e dello staff. Questo lo vivo con grande equilibrio, mi dà ancora più motivazione per tirare fuori il massimo dai miei giocatori”. Non conterà, assicura, la vittoria per 4-2 di luglio: “La Juve più pericolosa è quella che affrontiamo domani. La partita dell’anno scorso è di esempio per far capire alla squadra che le partite non finiscono mai”. Spazio anche per i ricordi da calciatore in bianconero: “La Juve mi ha dato tanto: ero un 18enne capelluto, arrivavo dalla provincia e uomini come Scirea, Tardelli, Paolo Rossi sono stati insegnamenti importanti per me come persona e come calciatore”.

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