Milan, Giampaolo: “Non cambio la mia idea di calcio”.

Milan, Giampaolo: "Non cambio la mia idea di calcio".

Il Milan di Giampaolo, dopo il ko alla prima giornata contro l’Udinese, potrebbe cambiare modulo.

Milan. Alla vigilia del match di domani contro il Brescia, l’allenatore del Milan Giampaolo ha rilasciato una conferenza stampa chiarendo alcuni punti: “I numeri sono un falso problema, conta l’interpretazione. Non cambiano i principi e le linee guida. Le mie parole di Udine sono state strumentalizzate“. L’ex Samp ribadisce poi che serve tempo per “assimilare le conoscenze collettive” e ‘si tira fuori’ dalla questione mercato: “I dirigenti sanno cosa fare”.  

LE PAROLE DI GIAMPAOLO

La sconfitta di Udine
“Quando sono arrivato ho detto che serviva tempo. La squadra deve assimilare conoscenze collettive, non è un problema di qualità. Lavoriamo seriamente e sento il gruppo fidelizzato. La partita con l’Udinese è stata sbagliata non per mancanza di volontà ma per mancanza di conoscenze”. 

La gara con il Brescia
“Le partite sono tutte toste. E’ positivo che ci siano tante persone allo stadio (sono previsti 60.000 spettatori ndr), chiedo ai tifosi di avere pazienza. Il Milan dovrà fare il Milan, imporre il proprio gioco e non essere attendista. La mentalità deve essere questa. Il Brescia è una buona squadra, organizzata. Vedo tante somiglianze con la mia Sampdoria. Mi è piaciuta molto a Cagliari: dovremo giocare bene”.  

L’eventuale cambio di modulo
“Nei concetti non cambia nulla, non arretro di un millimetro. Posso spostare un giocatore ma i principi restano gli stessi. E’ un falso problema. Abbiamo fatto grandi partite nel pre-campionato affrontando formazioni aperte, abbiamo faticato contro formazioni chiuse e bisogna quindi saper leggere le situazioni quando non ci sono spazi. Non è questione di numeri ma di interpretazioni”.

La presenza di Bonaventura
“Bonaventura è molto forte ma è indietro dal punto di vista fisico, dovrà aspettare”.

Il dialogo con la dirigenza
“Mi sono confrontato con Maldini e Boban. Hanno capito le dinamiche. L’andamento della partita contro l’Udinese è stato chiaro ed evidenti gli errori commessi. Si può solo fare meglio”.  

La necessità di fare in fretta a migliorare
“Sono partito in ritiro con otto Primavera. Magari loro hanno imparato a memoria i movimenti. Dovete scordarvi che un calciatore che arrivi domani possa subito giocare nel Milan. Si deve mettere in fila e lavorare. Quando contesto la data di chiusura del mercato non lo faccio a caso. Va bene per i giornalisti ma non per noi”. 

Il ruolo del regista 
“I nostri due playmaker sono Biglia e Bennacer. Biglia si è infortunato e Bennacer aveva disputato solo due allenamenti. Così la scelta è caduta su Calhanoglu. Ma tutti sono fondamentali, non solo il play”.

La posizione di Suso
“Se giocherà dietro le punte o a destra? Vedremo, io vado avanti con la mia idea di calcio: in passato mi hanno dato del talebano perché non la modifico…”.   

Un ultimo colpo di mercato in entrata 
“I miei dirigenti sanno cosa fare se c’è da fare. Vedono gli allenamenti e fanno le valutazioni. Io alleno al meglio delle mie possibilità e sono contento dell’atteggiamento del gruppo. Non è di mia pertinenza conoscere certe dinamiche delle trattative”. 

A che punto è il percorso
“La storia del Milan la conosciamo tutti. Il tempo devo andare a prendermelo. Non salto step ma ho la necessità di fissare principi e comportamenti. Non derogo da un percorso che so che devo fare. Ogni allenamento deve avere una finalità e spingerci a migliorare. Il pensiero collettivo rende tutti più forti”.  

Le parole pronunciate a Udine
“Le dichiarazioni sono state strumentalizzate. Non è affatto un segnale di debolezza. Mi ripeto: cambiare la posizione di un giocatore non significa cambiare le linee guida e i principi”. 

La scelta di Borini mezzala
“Borini stava bene fisicamente, non ha saltato un allenamento, è utile e ha giocato. E’ impossibile pensare che ci siano solo undici titolari, saremmo morti. Ognuno deve pensare alla squadra e contribuire con un surplus personale. Il bene della squadra viene prima di tutto, è al di sopra degli interessi individuali”.  

Calhanoglu trequartista e gli attaccanti
“Il trequartista è un attaccante per caratteristiche, con duttilità, spirito e sacrificio. Ecco perchè Suso può giocare lì. Non penso ad un trequartista che sia centrocampista a meno che in alcune partite servano determinate caratteristiche. Devo tirare fuori il massimo dai 5-6 attaccanti che ho in rosa”. 

I profili in uscita
“I convocati sono tutti disponibili per giocare. Anche se c’è qualche spiffero di mercato. Fino a quando stanno con me sono giocatori del Milan. Non mi pongo il problema io e non se lo devono porre gli stessi giocatori, ne va della loro professionalità”.  Potrebbe interessarti anche: Inter, Marotta su Icardi

(fonte: Sportmediaset)

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