Milan Empoli. Alla vigilia del match tra Milan Empoli, l’allenatore rossonero, vuole continuare a vincere dopo il successo in casa dell’Atalanta.
Il Milan di Gennaro Gattuso ospita l’ Empoli di Beppe Iachini nell’anticipo del venerdì della 25ª giornata di Serie A . Il match si giocherà alle ore 20:30, venerdì 22 febbraio allo Stadio Giuseppe Meazza, in San Siro, a Milano.
Il pensiero va anche al match contro la Lazio per la semifinale di Coppa Italia in programma martedì 26 febbraio.

Di seguito le parole di Gattuso in conferenza stampa:

Ieri era il 40° anniversario della scomparsa di Rocco. Aveva un giocatore a cuore, che era Rognoni. Si può paragonare il rapporto come lo avete tu e Calhanoglu?

Ieri il mio dovere l’ho fatto, lo sono andato a salutare. Io penso che il rapporto non si cerchi solo con Calhanoglu ma con tutti i calciatori, lui è venuto ad abbracciarmi dopo un momento poco positivo. E mi piace coccolare di più i giocatori che hanno meno opportunità, mentre per chi gioca spesso è più facile.

Domani non sarà una partita semplice: lo diciamo ai tifosi?

Non sono frasi di circostanza, io sono molto preoccupato per domani. L’Empoli ha un allenatore che prepara bene le gare, abbina tecnica e organizzazione difensiva. Le partite facili non esistono. La crescita passa per questo tipo di partite, non dobbiamo sottovalutare l’avversario.

Mancherà Suso a destra: cambia qualcosa dal punto di vista tattico? Paquetà può fare anche l’esterno offensivo?

Paquetà in qualche occasione sta già giocando da esterno offensivo perché si inverte con Calhanoglu. Può fare diversi ruoli. Domani vediamo come giocare, avremo anche tre partite in otto giorni. Oggi prepariamo la partita e faremo le nostre valutazioni.

Con i vari rientri ci sarà un modo diverso di gestire il gruppo?

Bisognerà essere bravi, è difficile cambiare quando una squadra ottiene dei risultati. Ma bisogna dare delle possibilità a tutti. La cosa più importante è non perdere l’entusiasmo intorno alla squadra. Un allenatore deve tenere conto di tutto questo.

Fino a pochi mesi fa era tutto abbastanza negativo, ora è cambiato radicalmente lo scenario.

Dobbiamo lavorare con equilibrio e con voglia, senza pensarci troppo. Bisogna credere in ciò che si fa, le delusioni restano dietro l’angolo. Non si deve mollare e non bisogna guardare altrove.

Le stanno arrivando molti elogi, dopo molte critiche. Le fa più piacere aver convinto gli scettici o le dà più fastidio il fatto che non le abbiano dato fiducia?

Io non voglio complimenti, devo ringraziare solo la squadra che sta facendo cose importanti. In questo momento, così come anche prima, leggevo poco. Devo continuare, credo di saper fare questo lavoro e non ho bisogno di sentirmi dire che sono bravo o che sono scarso. So cosa posso dare in un gruppo e continueremo. Massacrano allenatori che hanno vinto tanto come Mourinho, Ancelotti e Allegri…

Quanto incide la voglia in campo? È questa che sta entrando nel concetto di gruppo?

Questo non è il Milan di Gattuso o di Piatek, è il Milan di tutti. In questo momento abbiamo un attaccante che sta valorizzando ciò che gli arriva ma i meriti sono di tutti e vanno dati a tutti. La squadra è giovane e può crescere ancora tantissimo. Io oggi insisto sulla voglia, perché penso che siamo arrivati a un bivio: dobbiamo dare continuità adesso, è lo step che dobbiamo superare.

A casa sua si parla di tattica?
Mia moglie fa la formazione a casa mia (ride, ndr). A parte gli scherzi, io tre volte a settimana parlo con un coach molto preparato, come la Morace. Quando parlo con Carolina il confronto è sempre aperto e interessante.

Maldini ha detto che lei sa ascoltare. Ha influito anche questo sul cambiamento del Milan? Crede che gli approcci siano da migliorare?

L’Atalanta è una squadra che va subito un pochino, specialmente all’inizio: le loro caratteristiche le conoscete. Sono d’accordo comunque, si poteva sviluppare il gioco in maniera diversa. Questa squadra può migliorare, ma ci può stare per come stiamo giocando che per 3-4 minuti rimaniamo più bloccati. Per me Maldini, Leonardo, Gazidis e le persone che mi circondano sono un valore aggiunto. Con loro ci confrontiamo sempre, anche quando c’è divergenza di opinioni si cerca sempre di fare la cosa migliore con il massimo rispetto. Nessuno deve anteporre il proprio ego, dobbiamo far rendere al massimo questa struttura.

Quanto è importante per il Milan capitalizzare queste tre sfide prima del derby?

Dobbiamo riuscire a pensare ad una partita alla volta, per trovare la massima concentrazione. Prepareremo bene la partita, voglio vedere lo stesso atteggiamento che ho visto contro il Cagliari. Pensiamo a domani e poi vedremo a ciò che succederà in seguito.

Ci sarà qualche analogia con Milan-Sassuolo dell’anno scorso visto che l’allenatore è lo stesso?

Bisognerà stare molto attenti, perché Iachini è incredibile nella preparazione delle partite. L’Empoli sa palleggiare e andare in verticale, sui calci piazzati sanno giocare bene. La gara sarà difficile domani.

Su cosa ci sono le divergenze con Maldini e Leonardo?

Ci sta che in un rapporto ci siano vedute differenti, c’è un confronto e c’è rispetto, non bisogna andare alla ricerca di qualcosa. Noi andiamo d’accordo, la discussione è fisiologica: si discute con genitori, figli e coniugi, figuriamoci sul lavoro.

Le coppe possono aiutare o mettere in difficoltà?

Penso che diverse squadre abbiano rose importanti, specialmente quelle che devono affrontare anche competizioni europee. È sempre meglio preparare le partite con una settimana davanti, e chi non fa le coppe è avvantaggiato su certi aspetti. Ma io onestamente avrei preferito giocare anche l’Europa League.

Quanto le piacerebbe cominciare un ciclo al Milan?

Io non vado così veloce con la testa. Sono uno che tocca con mano la realtà. Io oggi devo passare dai risultati e dal lavoro quotidiano, così com’è per i miei giocatori. Nel mio percorso non faccio questo tipo di pensieri, penso solo alla partita successiva. Devo dare il massimo e mettere nelle migliori condizioni chi mi circonda.

Molte squadre straniere corrono di più, è d’accordo?

I dati di come si corre ce li abbiamo, spesso dipende da come si fa correre la palla. Penso che abbiamo dei grandissimi allenatori, ma poi crediamo di non sbagliare nulla. Tante volte è giusto lavorare con criterio e far riposare un giocatore. Poi dipende anche dalla qualità dei giocatori. Ieri ad esempio la Juventus ha corso tanto, più dell’Atletico secondo me.

A che punto siete nella costruzione di una squadra grande, che punti a qualcosa in più della semplice qualificazione? Che pensa di Atletico-Juve?

Ho visto una squadra che sa difendere benissimo e quando ha la palla sa giocare, che su ogni calcio piazzato gioca come se si trattasse di vita o di morte. Ieri vedendo Sky ho letto che più della metà delle partite si chiude con la porta imbattuta: è quella la chiave. Non sono d’accordo che quando si parla di cholismo si riconduca tutto alla fase difensiva. È quello che salta agli occhi, ma c’è ben altro. Al Milan io non sto costruendo nulla, dobbiamo solo preparare le partite che mancano, una alla volta. Oggi non si può programmare nulla, il calcio è cambiato. Ci sono tante incognite. 10-12 anni fa era più difficile che un giocatore partisse. Perciò dobbiamo concentrarci su ciò che dobbiamo fare. Siamo in buone mani, Maldini e Leonardo sanno muoversi sul mercato: hanno preso due calciatori importanti come Piatek e Paquetà.

Da collega sul gesto di Simeone che ne pensa?

Lasciamo stare, da giocatore ne ho combinate abbastanza, da allenatore mi so controllare meglio. Non è bello sicuramente.

Quando pensa di riavere Zapata? Come mai Strinic non è stato convocato con l’Atalanta?

Strinic si era allenato solo tre giorni con noi perciò non l’ho portato. Zapata ne avrà ancora per 7-8 giorni poi sarà a disposizione del gruppo.

Conti potrà giocare esterno alto?

Potrebbe farlo, magari quando c’è da difendere il risultato. Ma per il momento lasciamolo dov’è, a fare il terzino. Gli attaccanti esterni li abbiamo: Borini, Castillejo, Calhanoglu, Suso. Sono abbastanza. Potrebbe interessarti anche: L’adolescenza di Cristiano Ronaldo

(fonte: Skysport)