Dopo due lunghissime settimane ricomincia il campionato e la giornata di sabato ci lascia in dote un big match che ha spesso regalato grandi emozioni: Lazio – Inter. Quest’anno in particolare c’era qualcuno all’Olimpico che probabilmente era dubbioso di come sarebbe stato accolto; quel qualcuno era il nuovo allenatore dell’Inter, Simone Inzaghi. Inzaghi tornava all’Olimpico dopo 22 anni di militanza nella squadra biancoceleste, per la prima volta da avversario. Tuttavia, e qui va un sincero plauso, lo stadio ha in gran parte mandato i suoi onori all’uomo che per così tanto tempo ha tenuto alto il nome della Lazio.

Il calcio, però, è anche il gioco: la partita sia per l’Inter che per la Lazio sembrava sin dall’inizio ricca di insidie: l’Inter arriva al match con grande parte dei suoi sudamericani con le stanchezze delle nazionali e con viaggi intercontinentali sicuramente stancanti, la Lazio arriva al match senza la sua più grande sicurezza difensiva: Acerbi, che prese il rosso nella sconfitta con il Bologna. La partita prometteva emozioni ed infatti non ha deluso: il copione appare chiaro sin dai primi minuti, la squadra di Sarri avrebbe approfittato della sua grande qualità e nella sua grande capacità di sviluppare una ragnatela impenetrabile di passaggi per arrivare facilmente in porta laddove l’Inter avrebbe provato a recuperare palloni a centrocampo e ad approfittare della debolezza laziale sulle fasce.

Il primo tempo è ricco di emozioni: dopo 70 secondi è l’Inter ha sfiorare l’incrocio con Dzeko ma dopo questo è la Lazio a tenere il pallino del gioco. Episodio interessante lo troviamo al 12esimo: dopo una doppia chance della Lazio (prima Pedro e poi Leiva) sul ribaltamento di fronte Hysaj tocca Barella in area di rigore. In tutta onestà il contatto è leggero ma c’è: è calcio di rigore per l’Inter, che Perisic insacca. L’Inter riesce a gestire senza troppi patemi il risultato per i primi 45 minuti. Il secondo tempo inizia con lo stesso copione del primo: l’Inter sembra riuscire a gestirla.

Tutto cambia al 63esimo: su un colpo di testa di Patric, Bastoni salta e la prende di braccio. È calcio di rigore per la Lazio e ammonizione per il difensore nerazzurro. Anche qui il rigore non è sbagliato, il braccio di Bastoni è largo ma nella dinamica del salto rimangono dubbi se potesse vederlo il difensore nerazzurro. Ciononostante Immobile pareggia il conto.

Dopo una girandola di cambi da una parte e dall’altra la partita si avvia verso l’episodio chiave: dopo un tiro parato a Lautaro (entrato nei cambi sopracitati) la Lazio riparte. Nel frattempo Dimarco si trovava a terra a causa di uno scontro di gioco; la Lazio approfittando della superiorità numerica segna con Felipe Anderson. Il gol dal punto di vista regolamentare è valido, l’arbitro non aveva fermato il gioco per Dimarco, si potrebbe discutere dal punto di vista del fairplay, ma voglio evitare discussioni francamente fastidiose. Fatto sta che in campo scoppia la rissa tra i giocatori (protrattasi per più di 5 minuti). L’Inter esce mentalmente dal match e non è un caso se in pieno recupero il solito Milinkovic Savic segna nuovamente contro i nerazzurri, c’è pure un’ulteriore rissa nel finale di match. 3-1 partita chiusissima e prima sconfitta in campionato per la squadra di Inzaghi. Come già detto nel titolo: un ritorno dolceamaro.

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