Oggi non parlerò della partita Inter-Juve; non farò un’analisi approfondita del match, non parlerò del risultato, del rigore nel finale o del fatto che la squadra di Inzaghi ha fallito per l’ennesima volta un big match. Oggi dopo l’ennesima prestazione di altissimo livello devo scrivere un “elogio” perché ci sono tre giocatori di cui non avevo fiducia senza i quali la squadra sembrerebbe non girare: sto parlando di Ivan Perisic, Matteo Darmian e Edin Dzeko. Tutti e tre sopra i trenta, tutti e tre spesso visti con mugugni da buona parte della tifoseria.

Ivan Perisic è quest’anno al sesto (non consecutivo) anno di Inter ed è divenuto per distacco il miglior terzino sinistro. L’anno al Bayern (coronato da un triplete) pare aver risolto l’indolenza che l’aveva caratterizzato nei primi anni in nerazzurro. Grazie al lavoro di Conte è diventato un terzino da tutta fascia, facendo avanti-indietro per tutto il campo e lasciando ben pochi buchi alle sue spalle. Non sarà un caso se quando viene sostituito (come ieri post ammonizione e come successo anche in altri match) la squadra si abbassi tantissimo. Ivan “il terribile” serve come il pane a questa squadra.

Matteo Darmian è diventato il giocatore che non ti aspetti; arrivato dal Parma per degli accordi tra le due società, il legnanese godeva di praticamente zero fiducia da parte dei tifosi. Lui ha risposto sul campo: già lo scorso anno raramente ha sbagliato le partite e anzi nel finale di stagione sono stati i suoi gol pesantissimi a portare lo scudetto con qualche giornata di anticipo. Non è un campione, fa il suo compito e lo fa bene, ad oggi è lui il titolare della fascia destra (e vista la situazione di Dumfries forse lo sarà ancora a lungo …).

Infine Edin Dzeko: qui ammetto il mio peccato, anche io pensavo fosse un “bollito” soprattutto perché arrivava a sostituire Lukaku. Ora non l’ha sostituito (son due giocatori troppo diversi) ma i suoi numeri sono pazzeschi: 7 gol in Serie A nelle prime 9, numeri da Ronaldo il fenomeno, alcuni errori sottoporta ma tantissima eleganza e pulizia in ogni giocata. Unico difetto che posso permettermi è la carta di identità: ormai non riesce più a tenere i 90 minuti ad una intensità alta e quando non tiene più tutta la squadra né risente.

Per la dura legge del calcio è ovvio che dopo questo mio elogio i tre entreranno in una spirale discendente di rendimento, però è proprio dopo un risultato non positivo che, per me, bisogna mettere in luce chi comunque fa bene. E questi tre fanno benissimo.

Cristiano Rossi

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