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Intervista Ancelotti: “A Napoli prima o poi vincerò”.

Intervista Ancelotti: "A Napoli prima o poi vincerò".

Intervista Ancelotti. A tre giorni dalla gara contro la Juventus , l’allenatore del napoli, Ancelotti, parla in un’intervista a ruota libera. In primis, ai microfoni de La Stampa parla della distanza che separa la sua squadra dalla Juve: “La classifica non mente – ammette -, merito della Juve e demerito nostro. Loro sono sopra la media, noi dentro una media molto elevata. Abbiamo sbagliato poche partite e fatto un buon campionato, ma è un giudizio annacquato dalla straordinarietà della Juventus. Verranno qui per chiudere la pratica scudetto sfruttando le loro caratteristiche: difesa solida, contropiede, agonismo, velocità. Cristiano Ronaldo è molto motivato e concentrato su quanto deve fare. È sempre uguale. A lui non devi dire molto, è uno di quei giocatori che è meglio ascoltare”.

Ma il Napoli, dicevamo.

Eccolo: “Il Napoli può e deve riuscire a competere con la Juve, altrimenti non sarei venuto qui. Prima o poi vinceremo, sono sicuro. Lo stress da panchina? Se lo conoscessi, avrei accettato di allenare la Nazionale, ma io ho bisogno di lavorare tutti i giorni. Questa città non trasmette tensioni, ma molto amore. Anche se le cose non vanno bene. A Napoli c’è un clima ovattato, la gente non si prende troppo sul serio. E ci sono meno problemi di quello che sembra da fuori. E io sono uno del Nord… Il gruppo dei giocatori è meno formato rispetto a Real, Bayern o Chelsea per esempio, quindi puoi incidere di più. In questo mi ricorda l’esperienza al Milan. De Laurentiis è simile a Berlusconi, gestisce la società come una grande famiglia. E io mi sento uno di famiglia”. 

Dal gruppo ai singoli:

“Meret è un grande talento – spiega Ancelotti -, a livello tecnico mi ricorda il primo Buffon. Ha avuto tanti problemi fisici e quindi è un po’ apprensivo, ma con il tempo guadagnerà in personalità. Koulibaly appartiene alla categoria di Maldini, Thuram, Thiago Silva e Sergio Ramos. È molto intelligente, di solito chi è così forte e veloce pensa che non serva altro per risolvere i problemi. Io divido i giocatori in ottimisti e pessimisti. Lui è pessimista, sa che non basta solo quello. Per cui è molto attento e ha una forte personalità”. 

C’è spazio anche per Insigne:

“Può crescere ancora? No, la sua crescita sta nel trovare continuità. Deve raggiungerla anche attraverso le pause, basta che non siano ripetute. Al talento non puoi chiedere troppo: nel Real a Ronaldo piaceva giocare a sinistra, avrebbe dovuto lavorare anche in copertura, ma neanche ci provavo. Preferivo aggiustarmi sacrificando altri. Sacchi si arrabbiava con Van Basten perché correva poco, lo facevo io volentieri per lui. E Marco mi diceva ‘dammi la palla e corri ad abbracciarmi”. Potrebbe interessarti anche: Cagliari Inter Spalletti in conferenza

(fonte: Sportmediaset)

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