Inter Milan Conte, le parole in conferenza stampa.

Inter Milan Conte

Alla vigilia dell’attesissimo derby Inter Milan, il tecnico nerazzurro, Antonio Conte , ha parlato in conferenza stampa.

Tutto pronte per il derby di domani che vede l’Inter di Antonio Conte sfidare il Milan di Stefano Pioli. Alla vigilia del match Inter Milan , il tecnico nerazzurro Antonio Conte ha parlato in conferenza stampa e domani dovrà prendere decisioni importanti : in primis dovrà valutare le condizioni di  Handanovic e trovare una soluzione in attacco visto la squalifica di Lautaro rimediata contro il Cagliari. Queste le parole di Antonio Conte:

Inter Milan Conte . Che differenza c’è tra il derby di andata e quello di ritorno? Come sono cambiate le due squadre?


All’andata eravamo all’inizio del campionato, era la quarta giornata e nessuna delle due squadre sapeva che cammino si sarebbe prospettato. Il Milan aveva un altro allenatore in panchina, era Giampaolo. I derby sono sempre molto sentiti, quello di Milano è importante ma dovremo concentrarci sulla partita e soprattutto sui punti. Vale tre punti.

Per la sua esperienza, il susseguirsi di impegni così importanti, penso a derby e Coppa Italia e poi la Lazio, indica che questo è il momento di uno scatto in avanti?


Iniziamo una serie di partite importanti che potranno dirci molto di più sul nostro percorso.

Come sta Handanovic?


Per i discorsi medici, c’è uno staff che è giusto che entri nello specifico su certe situazioni: è molto più competente di me.

Inter Conte ,tra voi e il Milan ci sono 19 punti. Sono distacchi che in queste partite si dimenticano?


Per me il Milan vale molto di più dei punti che ha in classifica: è un’ottima squadra, hanno aggiunto un campione come Ibra che garantisce esperienza, fiducia, personalità. Però per me il Milan vale molto di più dei punti che oggi ha.

Inter Milan Conte . Eriksen può partire dal primo minuto? Per lui si può cambiare idea di gioco?


Eriksen è un giocatore arrivato all’Inter, con precise caratteristiche. Se l’abbiamo preso è per una determinata idea di gioco. Lavorare con lui è molto importante su entrambe le frasi. Entra in un mondo nuovo, non dimentichiamo che in Italia c’è molto più tatticismo e si chiede di più rispetto all’estero. Spesso non sono molto fissati su alcune situazioni: è giusto che abbia il suo tempi per entrare nella sua idea di gioco.

Lei in questa settimana deve essere un pò psicologo per evitare che la squadra entri in campo troppo carica?


Sappiamo di affrontare un ciclo di partite importanti contro squadre forti. Il Milan è una di queste e il derby nasconde insidie. Occorrerà fare grane attenzione. Noi abbiamo il nostro percorso da fare al netto di chi ci insegue e precede. Dobbiamo crescere di partita in partita e pensare soprattutto a noi stessi. Dopo questa serie di impegni avremo idee più chiare sul nostro percorso. L’importante è continuare a costruire e fare quello che stiamo facendo.

Come tutte le partite, il derby si gioca anche sui duelli individuali e in varie zone del campo. Cosa serve per vincere una partita di questo genere? Cosa ti dà una vittoria in queste partite?


Io credo che è la squadra a vincere una gara del genere, poi deve essere brava ad esaltare le qualità dei singoli. Parto da un presupposto: noi non ci affidiamo al singolo e cerchiamo con l’idea di squadra di esaltare i nostri giocatori. Affrontiamo un’ottima squadra in una stracittadina, sarà una partita difficile.

Lei di derby ne ha vissuti tanti, da Torino ai tanti di Londra. Dopo il derby di andata di San Siro però ci disse che era emozionato e aveva fatto fatica a prendere sonno. Ora può dire che quello di Milano è il derby più emozionante?


Per me ogni singola partita genera emozioni forti, che sia un derby o meno. Siamo focalizzati sull’obiettivo e su una partita che vale tre punti. Quando si tratta di stracittadine ovviamente c’è la volontà di primeggiare nella città in cui stai allenando e in cui ti trovi: è stato così a Milano, a Londra, anche a Torino, ovunque io abbia allenato. La partita ha un valore e dei punti, per noi importanti così come per il Milan.

Un giocatore da solo non fa vincere una squadra ma è indubbio che dal ritorno di Ibrahimovic il Milan ha ripreso a vincere. Domenica non c’era e hanno pareggiato. Ti preoccupa il fatto che giochi domani?


Io credo che sia bello vedere tutti i giocatori a disposizione nelle partite più importanti, ne beneficia lo spettacolo. Si tratta di un campione che ha dato qualità e carisma al Milan. Ho grandissimo rispetto per Ibra, è un ex Inter e credo che anche per lui sul piano delle emozioni sarà una partita forte.

Mister, lei ha portato cinque giocatori dalla Premier League all’Inter. Cosa apportano a un calcio come quello italiano?


Ho avuto un’ottima esperienza in Premier, lo ritengo un grande campionato con tanti giocatori di altissimo livello. Di certo abbiamo cercato sul mercato le migliori soluzioni per noi e c’è stata la possibilità di comprare giocatori dal campionato inglese, come Moses, Young e Eriksen. Mi ritengo molto fortunato e loro faranno molto bene con noi. La nostra è stata una scelta legata a questioni tattiche ma anche alla loro forza, alla loro qualità e alla loro personalità.

Di quanto tempo ha bisogno Eriksen per essere al cento per cento?


Spero non tanto. Ha giocato una parte di gara contro la Fiorentina e da titolare a Udine. Ha bisogno del tempo adatto per apprendere le mie idee ma è un ragazzo molto intelligente. Capisce presto i nostri principi di gioco e sono contento per questo. Sei appassionato di Calcio ? Ti piacerebbe essere aggiornato sulla tua squadra del Cuore? Visita la pagina mainsport.it .

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