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Giuseppe Meazza, la storia di un vero campione.

Giuseppe Meazza

Abbiamo deciso di ripercorrere la storia di un vero capocannoniere legato all’Inter, Giuseppe Meazza.

Giuseppe Meazza, nato a Milano il 23 agosto 1910 è stato un calciatore, allenatore e dirigente sportivo, di ruolo attaccante o centrocampista. Scartato dal Milan a causa del fisico mingherlino, Meazza all’età di soli 14 anni entra a far parte dell’Inter.

E’ stato il più grande giocatore italiano di tutti i tempi, legando la sua carriera all’Inter, giocando ben 14 stagioni, diventando il miglior marcatore e conquistando in nerazzurro 3 titoli di campione d’Italia e una Coppa Italia, oltre a laurearsi per 3 volte capocannoniere sia del campionato italiano sia della Coppa dell’Europa Centrale.

Fu campione del mondo nel 1934 e nel 1938 con la nazionale italiana, rimanendo tuttora il secondo miglior marcatore della nazionale, dietro a Gigi Riva.

L’annata 1938-1939 segnò l’inizio del declino di Meazza, a causa di un infortunio, il famoso “piede gelato”. Un’occlusione dei vasi sanguigni al piede sinistro che lo tenne poi lontano dai terreni di gioco per oltre un anno.

GIUSEPPE MEAZZA

Nell’autunno 1940 tornò al calcio giocato, stavolta però con la maglia del Milano (nome allora adottato dalla squadra rossonera per questioni politiche), ma non si trattava più del campione di un tempo, minato dall’infortunio occorsogli.

Dopo due stagioni in rossonero passò per un’annata alla Juventus con cui tornò un’ultima volta su buoni livelli , chiudendo il campionato 1942-1943 10 reti in 27 match e formando, assieme a Riza Lusht e Sentimenti III, il più prolifico reparto d’attacco del torneo.

Seguì poi il cosiddetto campionato di guerra 1943-1944 disputato tra le file del Varese per poi passare all’Atalanta nel 1945-1946. L’anno in cui ricoprì per un breve periodo anche il ruolo di allenatore, prima di concludere la carriera con un’ultima stagione con la sua maglia nerazzurra, quella dell’Inter.

Giuseppe Meazza e il ritiro dal calcio giocato

Ritiratosi dal calcio, divenne giornalista e allenatore. Dopo la sua morte il 21 agosto 1979, a causa di un tumore al pancreas, gli venne intitolato lo Stadio San Siro di Milano. Non puoi fare a meno di restare aggiornato con tutte le news della tua squadra? Guarda la pagina mainsport.it .  

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