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Conferenza stampa Spalletti: Conte? Quello che si…

Europa League Spalletti. "Siamo migliorati, ma non per ...

Conferenza stampa Spalletti. Dopo la sconfitta rimediata contro la Lazio di Simone Inzaghi, l’Inter affronterà il Bologna per la terza giornata di ritorno. Durante la conferenza stampa Spalletti ha voluto parlare anche della situazione che vede Antonio Conte sempre piu vicino alla panchina nerazzurra. Queste le parole durante la conferenza stampa Spalletti:

Come si riparte?
“Si fa sempre allo stesso modo per certi versi, per altri si vanno a cercare le soluzioni a ciò che non è andato bene. Ogni gara ti porta cose nuove, si va dentro all’analisi di cosa è successo. Poi è chiaro che ci siano cose da migliorare, però la squadra è stata dentro la partita. Non è che abbia avuto un comportamento totalmente sbagliato. Siamo stati dentro la partita fino all’ultimo rigore. Si dividono le cose, non facendo confusione”.

E’ il periodo più complicato da quando è all’Inter?

“Siamo usciti da questa competizione come siamo usciti dalla Champions. Però noi dobbiamo andare a lavorare in maniera corretta sulla struttura. Sull’idea di cosa volevamo costruire. E’ chiaro che poi i tifosi iniziano ad avere fretta perché sono molti anni che l’Inter non vince, ma non posso addossarmi tanti anni di mancate vittorie, dove l’Inter magari in questi anni si è più allontanata che avvicinata a vincere titoli. Ci vuole un periodo di tempo per andare a migliorare le cose che non sono andate bene. Si sta esagerando? Non lo so. Da qui a dire che è tutto da buttare… Io non vedo questa differenza da quello che stiamo facendo a quello che avremmo dovuto fare. Un po’ di differenza la vedo da come siamo trattati, ormai si ripetono concetti che non sono più una notizia. Conte può andare in giro dove gli pare, Marotta è giusto che vada poi a cercare quello che è il bene dell’Inter e il futuro dell’Inter. Poi si va a lavorare per migliorare le cose. Se si tira in ballo più volte questa notizia… Secondo me Marotta sa come si fanno le cose. Per quello che state dipingendo, non rappresenta quello che è il suo stile e il suo modo di lavorare. Lui sa bene che queste cose non fanno il bene dell’Inter. Secondo me è un’offesa alla sua qualità professionale. Così si comporterebbero i dilettanti, non i professionisti come Marotta”.

Sul momento: cosa si aspetta da qui alla fine del campionato?

“E’ un momento particolare ma non così catastrofico. Le voci sul mio conto? A me non cambia niente. E’ il mio lavoro. Marotta incontra Conte in sede? E’ talmente ridicolo quello che si scrive. Non è credibile. Diventa una strategia, non è una notizia. Che poi Marotta debba cercare il meglio dell’Inter, è chiaro che lo deve fare. A me non cambia niente se l’Inter va a modificare quella che è la sua intenzione. A inizio anno io non chiedevo niente, l’Inter mi ha proposto un contratto di tre anni ed è segno che c’è bisogno di più anni per consolidare e per un’ulteriore crescita. Io, fossi in Marotta, non mi sentirei lusingato da come lo avete descritto in questo confronto che ha nel cercare le soluzioni per l’Inter. Così sarebbe un direttore di prima categoria portato a fare il direttore dell’Inter”.

Sulla squadra.

“Un calciatore che non porta tutta la qualità in campo e ha l’idea che facendo questo in futuro migliorino le cose per sé, non è un giocatore da Inter e da Serie A. A me sembra che la squadra se la stia giocando, anche se bisogna fare di più. Vedo la squadra che sta lavorando e che cerca sempre di diventare più solida. Ci sta perdere qualche volta, però poi si va a reagire e a parlare di quello che bisogna fare la partita successiva”.

Su Nainggolan e Perisic.
“Non ha fatto tutti gli allenamenti che doveva fare per essere in condizione. Perisic si è allenato bene, è una cosa che ormai è rientrata quella riguardante il mercato. Se mi fa vedere quello che so che può dare, sono disponibile a usarlo. Sono l’unico che l’ha sempre fatto giocare contrariamente al pensiero di tanti ultimamente. Con me non ha problemi, l’ho sempre messo in campo. La sua responsabilità c’è, Marotta l’ha messo di fronte alle sue responsabilità quando ha confermato la notizia. Capisco Perisic e lo capisce anche il club. Ora è finito il mercato e c’è bisogno che pedali forte perché abbiamo bisogno della sua qualità”.

Sui cali dell’Inter nelle passate stagioni in questo periodo dell’anno.
“A fine anno si rifà il punto su tutto. Andare ad analizzare la situazione generale diventa difficile, ci sono ancora tante partite. A fine anno si tirano le somme. Io sono convinto che la squadra rimetterà le cose a posto. La squadra è più forte e completa dell’anno scorso. Siamo una squadra che può arrivare tra le prime quattro come l’anno scorso. Si vedrà a fine anno se è tutto da rifare o da buttare”.

L’Inter con le medio-piccole fa più fatica.

“E’ casualità e poi quelle più piccole spesso alzano il temperamento. Sotto quell’aspetto noi dobbiamo migliorare. Noi vogliamo giocare a calcio, abbiamo bisogno del gioco e non del combattimento continuo. Però dobbiamo crescere. Bisogna sapere accettare il fattore fisico”.

Durante la conferenza stampa Spalletti ha voluto parlare anche di Perisic, che compie 30 anni oggi?
“Lui deve fare tutto quello che un professionista del suo livello deve fare. Abbiamo una considerazione forte di quello che è. I tifosi devono capire che bisogna restare compatti e uniti. Attraverso il loro sostegno riusciamo a superare qualche timidezza che abbiamo. E’ un giocatore nostro e abbiamo bisogno di portare a casa i risultati. Se si fa diversamente, andiamo a indebolirci da soli. Si va a dare più forza a chi vuole vederci disuniti, cioè le nostre avversarie”.

Queste le parole in conferenza stampa di Spalletti raccolte da Sportmediaset. Potrebbe interessarti anche Vrsaljko non sara inserito nella lista dei giocatori per la Serie A

(fonte Sportmediaset)

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