Chievo Milan. Il Milan vuole continuare il momento positivo e confermarsi al 3° posto dopo aver sorpassato l’Inter nello scorso turno. L’allenatore del Milan, Gattuso, sta per presentare la prossima sfida contro il Chievo. Il match Chievo Milan si giocherà il 9 marzo 2019 alle ore 20:30. Di seguito le parole dell’allenatore rossonero Gattuso:

In questa stagione il Chievo ha pareggiato con Roma, Inter, Lazio. I tre punti in palio sono pesanti come tutti gli altri, se non di più?

È una partita molto difficile e dobbiamo vincerla. So che squadra è il Chievo, gioca un calcio che mette in difficoltà perché giocano spensierati. Dobbiamo stare attenti e fare battaglia, che sappia giocare tecnicamente e che rispetti l’avversario. Non possiamo sbagliare.

È più difficile questa settimana o la prossima?

Stiamo per affrontare l’ultima in classifica e abbiamo tutto da perdere, dobbiamo stare molto attenti. Non è un caso se tante squadre hanno faticato. Noi ci giochiamo tanto, e dobbiamo stare attenti. Sembra facile ma non lo è. Poi il derby si prepara da solo.

Cambiare qualcuno significherebbe allargare la rosa per tenere tutti sulle corde?

Se cambieremo è perché quando si fanno 12-13 partite giocando sempre per qualcosa di importante si perdono delle energie mentali e fisiche. Se qualcuno recupererà è perché ne ha bisogno. Avendo tanti giocatori a disposizione, con ottimi elementi, bisogna dar loro una possibilità, perché altrimenti la settimana di allenamento diventa piatta. La nostra bravura è anche questa.

Come commenta ciò che sta succedendo a Roma?

Mi dispiace per Di Francesco, è da tanti anni che allena con grandi risultati in Serie A. Ma in questo momento devo pensare a ciò che devo fare. Con Eusebio ho anche un bel rapporto, ora devo pensare solo a far esprimere al meglio la squadra. Ranieri è un allenatore che ha fatto un miracolo sportivo in Inghilterra, allena da anni in giro per il mondo e che ha grande conoscenza. Anche se è avanti con l’età ha saputo cambiare metodologie e sono contento che sia arrivato nel nostro campionato, fermo restando il dispiacere per Eusebio.

Si è dato una risposta al fatto che la squadra difende benissimo e segna poco?

Quando analizziamo la partita, vediamo che Piatek attacca sempre lo spazio e noi spesso per non farlo correre a vuoto lo lanciamo a prescindere. Io penso che ci sono anche altri modi di imbeccarlo, con qualche passaggio in più. Tante volte è giusto valorizzarlo, ma non sempre.

Dal punto di vista psicologico, crede che ci possa essere la paura di farsi agganciare in classifica?

Nei mesi che ho allenato questa squadra abbiamo inseguito, ora stiamo crescendo e penso che a livello mentale è arrivato il momento di fare il salto di qualità.

Ci sono tanti dubbi sul futuro degli allenatori. Che cosa prova, visto che fino a pochi mesi fa era in bilico anche lei?

Bisogna fare risultati e stare sul pezzo. Secondo lei, sto pensando al futuro? No, io penso solo a domani. La cosa più importante è il futuro della società, del Milan. Il prossimo anno mi posso trovare in Arabia o in Spagna, chi lo sa.

Ciò che sta succedendo all’Inter può essere un vantaggio per lei?

Io non vado a pensare in casa degli altri, a stento dormo con i pensieri che riguardano me. Ho tanti giocatori a disposizione, devo fare delle scelte e devo cercare di mantenere certi equilibri. Il caso Icardi per me ha rafforzato l’Inter e ne sono convinto, ma queste sono scelte loro.

Cos’ha il Milan in più delle tre rivali (Lazio, Inter e Roma) e cos’ha in meno?

Noi dobbiamo badare solo a noi stessi, pensando solo alle cose che stiamo facendo. Non dobbiamo disperdere energie e rimanendo uniti: si deve ragionare sempre con il “noi” e non con il singolo. Qui si deve stare con allegria e non con apprensione. Pensiamo a lavorare con serietà e tranquillità, senza guardare troppo in là, partita dopo partita.

Questi giorni di Champions League cosa le hanno fatto pensare?

Da allenatore devo ancora dimostrare di essere bravo, il mio percorso europeo lascia a desiderare. Il senso della grandezza del Milan non va dimenticato, per questo indossare questa maglia dà una certa pressione. Oggi non mi accontento di sentire solo che difendiamo bene, perché abbiamo la qualità per giocare bene in entrambe le fasi. Abbiamo il dovere di migliorare quest’aspetto se vogliamo giocare in Europa.

La vicinanza del derby può aiutare ad affrontare la partita di domani?

Per giocare la partita di domani non c’è bisogno di pensare al derby. I tre punti in palio sono sempre gli stessi. Peraltro nella storia recente della squadra si fa fatica con questo tipo di squadre.

Il suo gioco si avvicina a quello dell’Ajax?

Mi piacerebbe, ma lì c’è un lavoro e una scuola che va avanti da anni, non c’è niente di improvvisato. Ha una metodologia di lavoro incredibile, diversi calciatori giovanissimi di adesso avevano già giocato la finale di Europa League due anni fa. Sono bravi, tante cose si guardano da loro, come la costruzione di gioco, ed è molto interessante.

Calhanoglu in ottica turnover può avere spazio Borini, visto che al turco è nata la figlia? Al posto di Rodriguez giocherà Laxalt?
Giocherà Laxalt, per Calhanoglu poi domani vedremo.

Esattamente un anno fa, il Milan affrontava l’Arsenal. Ora in cosa è cresciuto il Milan dopo questo periodo?

Tutti siamo cresciuti, a livello tecnico e cratteriale. Dobbiamo essere orgogliosi di tutto questo, ci sono tanti ragazzi che possono ancora crescere. Quindi si deve continuare a lavorare con serietà e voglia.

Biglia non gioca titolare dal 28 ottobre, può avere spazio?
Vediamo. È difficile che io dia informazioni di formazione, non do vantaggi a nessuno. Domani faremo tutte le valutazioni.

Zapata è tornato a lavorare in gruppo, ha novità dalla società sul suo rinnovo?

La stessa domanda mi è stata fatta 25 giorni fa, so che la società ha offerto un altro anno di contratto e la scelta sarà del giocatore. Zapata rimarrà qui per lavorare e se supera i test di velocità potrà tornare in gruppo la settimana prossima.

Dopo la vittoria nel derby della Lazio, ha rivalutato quello 0-0 in Coppa Italia?

Non ce n’era bisogno perché sono consapevole del valore della Lazio. Il pareggio me lo sono tenuto, ho sentito molte chiacchiere. Non mi servono certi risultati per vedere ciò che vediamo io e il mio staff quando prepariamo una partita. Non serviva il derby per convincermi di come abbiamo preparato quella gara.

Domani sarà un duello Stepinski contro Piatek: volevo sapere un tuo parere sulla scuola di attaccanti polacchi, inserendo anche Milik.

Eh mica ci sono solo gli attaccanti, ma anche gli esterni offensivi. Certe volte dimentichiamo che ci sono 17-18 giocatori di nazionalità polacca in Italia, che ha una grande cultura del lavoro e fa poche chiacchiere. In nazionale hanno cambiato modo di giocare, vogliono sempre palleggiare. La cosa che mi piace di più è il modo di vivere questo sport, la loro grande disciplina. Potrebbe interessarti anche: Napoli Salisburgo 3-0 Europa League

(fonte: Skysport)