Calcio, Roma Atalanta. La conferenza di Fonseca.

Calcio. Dopo il successo arrivato al 93° a Bologna grazie al gol di Dzeko, la Roma di Fonseca si prepara alla sfida casalinga contro un avversario complicato come l’Atalanta.

Calcio. Alla vigilia del match Roma-Atalanta, Fonseca ha rilasciato una conferenza stampa. Queste le parole del tecnico:

Che partita sarà con l’Atalanta? “Ci aspetta una partita difficile, contro una squadra di lotta, fisica. Tanta qualità davanti e una sfida fatta di scontri uno contro uno”

La Roma è partita con il piede giusto: c’è la necessità di restare con i piedi per terra? “Come ho sempre detto, è importante restare equilibrati, uniti e umili. Non abbiamo conquistato nulla. È troppo presto per essere euforici, siamo a inizio campionato. Come si dice in portoghese, dobbiamo restare ben saldi a terra. Non dobbiamo illuderci”

Come va combattuto il razzismo negli stadi? “Devo dire che nelle partite della Roma non ho assistito in maniera diretta a episodi del genere. Sono contro ogni forma di discriminazione, va estirpato dal calcio completamente. Il nostro è un gioco che deve regalare felicità, unire e non dividere in base alla razza. Sarò sempre favorevole a qualsiasi iniziativa volta a combattere il razzismo”

Cosa hanno di speciali due campioni come Dzeko e Kolarov? “Sono importantissimi per la Roma, in questa fase in cui ci sono tanti impegni consecutivi vorrei farli riposare, ma non è possibili. Hanno sempre risposto positivamente, nonostante gli impegni continui in campo. Curano il loro corpo con professionalità e di questo ne beneficia tutta la squadra”

Roma trasformata nella ripresa: cosa è successo nelle ultime gare? “Fa parte del processo di crescita della squadra, anche del mio adattamento al nuovo calcio. Abbiamo cambiato dopo il derby perché non ero soddisfatto e le cose sono andate per il verso giusto. Dobbiamo proseguire su questa strada, migliorare e tenere conto che in Italia ogni avversario fa storia a sé. Bisogna prepararci su ogni gara in modo specifico”.

Kluivert sempre in campo in questo avvio: c’è bisogno delle sue doti, oppure domani ci sarà qualche cambio? “Domani vedremo come andranno le cose, farò delle modifiche rispetto all’ultima sfida. Va compreso però che quello che conta più di tutto è la Roma, più di qualsiasi individualità: in attacco abbiamo grandi alternative e quindi sicuramente possiamo sfruttare le qualità dei tanti talenti a disposizione”

Cosa le piace di Cristante? Cosa lo rende centrale nel suo gioco? È un giocatore molto intelligente, capisce cosa voglio che faccia in quel ruolo. È coraggioso, in quella posizione si gioca sotto pressione. È molto forte fisicamente, quando riceve e controlla la palla. Ha una buona gamba e un buon passo. Per me è uno dei giocatori più importanti anche per il suo equilibrio tattico e per i compiti che svolge in mezzo al campo.

Quali sono le condizioni fisiche di Smalling?  Domani giocherà.

In questi giorni si è parlato molto di un Fonseca italianizzato. Cosa ne pensa? Possiamo dire che Fonseca si è italianizzato. Il calcio italiano è diverso, obbliga a essere elastici e malleabili. Ogni partita ha storia a sé. Se un allenatore viene qui senza elasticità si sbaglia di grosso, è un calcio che ti obbliga a pensare a ogni dettaglio. Se uno ritiene che sia sufficiente solo un modo di stare in campo, credo che stia commettendo un grave errore. I miei principi generali del mio calcio vengono mantenuti, ovvero avere una squadra propositiva.

Dzeko ha dedicato la vittoria a Pau Lopez: come giudica il suo impatto sulla squadra? “Devo confessare che per i dettagli tecnici, Marco Savorani è la persona più adatta per questa domanda. Quando lo abbiamo scelto abbiamo prestato attenzione alle sue caratteristiche e nel nostro gioco è importante partire da dietro. Non ce ne sono molti capaci come Pau, aiuta molto la squadra e ci sono altri aspetti tecnici: la parata di Bologna è stata decisiva. Sono soddisfatto di Pau Lopez, come lo sono di Mirante e Fuzato che lavorano duro per avere le chance che sicuramente avranno. Pau Lopez si è adattato benissimo al calcio italiano e può avvalersi di uno dei migliori preparatori al mondo come Marco Savorani: li vedo lavorare quotidianamente e posso dire che Lopez in futuro sarà ancora più forte”

Contro l’Atalanta in copertura c’è bisogno del lavoro di tutti: chiederà un sacrificio agli esterni? “L’Atalanta ha giocatori molto forti in avanti, per quanto riguarda gli esterni, tutta la squadra in ogni ruolo è coinvolta nella fase difensiva. Come dicevo ci sono questioni strategiche delle quali non voglio entrare nel dettaglio: ogni partita fa storia a sé, ci sono condizioni che poi determinano la nostra fase difensiva. Abbiamo studiato bene l’Atalanta”

Se Gasperini le chiedesse: “Cosa mi sono perso?”, avendo rinunciato alla Roma, come risponderebbe? “Sono assolutamente certo che non mi farà questa domanda. Quella di domani non è una partita tra Fonseca e Gasperini: è un grande allenatore, che ha ottenuto grandi risultati. Ciascuno difende al meglio delle nostre possibilità le nostre squadre. È una partita tra le due squadre, quello che conta è ciò che faranno in campo. Ci vedremo prima della partita, avremo modo di scambiarci qualche parola. Magari parleremo della partita, del futuro delle nostre squadra, ma sono sicuro che non mi farà questa domanda”.

Unico allenatore ancora imbattuto in Italia tra partite amichevoli e ufficiali: chi l’ha voluta qui a Roma? So che in questi momenti in cui la squadra va bene si generano aspettative e si crea euforia. Io sono fortemente contrario all’euforia, almeno in questa fase. L’euforia va lasciata dopo una finale vinta, o al termine di un campionato in cui si è raggiunto l’obiettivo. Io sono una persona realista.

È vero che abbiamo vinto 3 partite consecutive, ma è importante avere la consapevolezza che domani c’è già una sfida diversa e difficile. La realtà dei fatti è che siamo solo all’inizio del campionato, ci sono moltissime partite da fare. Non abbiamo conquistato nulla. La cosa più importante è sempre la sfida che verrà domani.

Avere la consapevolezza che dobbiamo lavorare forte per continuare a crescere, siamo solo all’inizio di una maratona lunga e difficile. Io, insieme alle persone che lavorano con me, siamo impegnati per far sì che nessuno devi da questa squadra. Chi mi ha voluto qui? Ho sempre trattato con Petrachi e Fienga. Potrebbe interessarti anche: Calcio – Inter-Lazio, la conferenza di Inzaghi

Reader Interactions

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *