Andrea Puntorno. Il suo volto era diventato noto nell’ottobre 2018 quando comparve tra i protagonisti del reportage del programma di Raitre Report “Una signora alleanza” sulle infiltrazioni criminali in parte del mondo ultrà bianconero. Oggi Andrea Puntorno, già leader del gruppo “Bravi ragazzi” della tifoseria juventina, è stato arrestato dalla Dia in Sicilia nell’operazione antimafia Kerkent. Nel mirino la cosca con base operativa ad Agrigento e ramificazioni, nel palermitano ed in Calabria, attiva nel traffico di stupefacenti.

Secondo gli investigatori e gli inquirenti Puntorno era in rapporti con il boss di Agrigento, Antonio Massimino, finito anche lui agli arresti. Nello specifico, gli inquirenti gli contestano il concorso esterno in associazione mafiosa e, nel dettaglio, le accuse riguardano il traffico di stupefacenti. Secondo le indagini, sarebbe stato lui a mettere in contatto il presunto boss con le `ndrine calabresi alle quali l’organizzazione si rivolgeva per l’acquisto di droga. L’ultrà era tornato da circa un anno ad Agrigento, dopo la condanna seguita

all’arresto del 2014 per droga e bagarinaggio, e si trovava in regime di sorveglianza speciale. A Report aveva ammesso la sua volontà di tornare nella curva dello Stadium con il suo striscione. E aveva detto: “Io non lo nego, anche perché vendere biglietti non è reato. Io personalmente non lo facevo, c’era chi lo faceva per me. Ho fatto tanti soldi, che ho investito in due case e un panificio. Lo sapete i biglietti da dove arrivano, dalla società, è stato sempre così”. Potrebbe interessarti anche: Davide Astori, la storia di un capitano