Alessandro Nesta: Andare al Milan fu una grande liberazione.

Alessandro Nesta

L’ex difensore, attuale tecnico del Frosinone, si è raccontato nella sua prima diretta Instagram con Vieri: “Nelle coppe che ho vinto, ho sempre giocato le partite più importanti e al Mondiale non fu così”.

L’allenatore del Frosinone, Alessandro Nesta, per la prima volta , insieme a Vieri, si è raccontato su Instagram . Tra i vari argomenti, ha parlato del  Mondiale 2006, in cui giocò solo le prime due gare prima di infortunarsi: “Non lo sento mio al 100%. Quando ho vinto, ho giocato le partite più importanti e ci sono vittorie che sento di più; lì giocai solo due partite e un po’ di un’altra. Comunque tutti contribuirono in quel gruppo, a partire dalle qualificazioni”. 

Alessandro Nesta :la vita dopo il ritiro

Sei anni fa il difensore disse addio al calcio giocato: “Mi manca giocare. Tutti dicono di no, ma io sono stato malissimo. I primi sei mesi li presi come una vacanza, poi ero diventato insopportabile. Dopo un anno io e Materazzi infatti andammo a giocare in India: lui faceva la mezzala… Ora sono allenatore, ma sono nato giocare. In questo ruolo si hanno tante rotture, si devono fare anche cose che non piacciono però è bellissimo”.

Lazio, Milan e le tre delusioni più grandi della sua carriera

La carriera di Nesta si è divisa tra due club, Lazio e Milan. “All’epoca avrei detto che non me ne sarei mai andato dalla Lazio, ma sono stato contento di esser andato al Milan. Dopo un’amichevole tra Lazio e Real Madrid venne Hierro da me che voleva portarmi in Spagna, ma gli dissi che ero un calciatore della Lazio.

L’ultimo anno, però, non è stato facile. Lo spogliatoio è diventato un gran casino, io ero capitano ed ero anche nel consiglio d’amministrazione, mi dovevo occupare anche di questioni più grandi di me, delle quali a 26 anni non riuscivo a capire molto. Arrivai ad invidiare gli stranieri che erano un po’ più distaccati.

Andare al Milan è stata una liberazione e li sono anche riuscito a impormi in Europa”. Poi ha raccontato le più grandi delusioni: “Un derby in cui ho fatto danni, io poi da romano lo sentivo ancora di più perché ci cresciamo; la finale degli Europei del 2000 e la finale di Istanbul col Milan. Mi sono fatto mille domande su quella partita”.

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