Alberto Zaccheroni : Chiellini troppo duro su Felipe Melo.

Alberto Zaccheroni

Alberto Zaccheroni , allenatore di calcio , ed ex calciatore italiano, ha parlato di Chiellini e della partita Juventus Milan.

Alberto Zaccheroni ,ex calciatore italiano, di ruolo difensore. Conosciuto con il diminutivo di Zac, ha parlato di vari argomenti , sopratutto la voglia di vedere in campo la partita Juventus-Milan e del presunto contrasto tra Chiellini e Felipe Melo .

“La guarderò sì, JuventusMilan! Non vedo l’ora. Sono curioso. Dopo la sosta così lunga con tutto quello che è successo dovrei essere nella testa dei giocatori per capire cosa possa venir fuori in questa ripresa dei stagione. Mi aspetto anche, purtroppo, diversi infortuni. Sarà tutto anomalo.

Io ho l’esperienza vissuta delle tournée all’estero. Tu facevi una settimana di allenamenti e partivi per l’Asia, per gli Usa giocando dopo una settimana. Incassavi i soldi ma poi – carta e penna alla mano – a fine gennaio facevi le somme e ci avevi perso perché dovevi rifare mezza squadra avendo perso dei giocatori importanti visto che non avevi preparato bene la squadra.

Ora capiremo come sia la preparazione generale e come siano le teste dei giocatori. Anche per questo sono incuriosito dalla ripartenza”.

Alberto Zaccheroni e il ricordo della Juventus .

“Mi viene in mente che anche lì molti giocatori erano a fine carriera e mi vengono in mente tutti gli indisponibili che avevo ogni volta: mai sotto i 12-13 indisponibili a stagione. Ma io ho la mia idea, fateci caso.

Se si mette lì ad analizzare nel tempo le squadre che hanno avuto parecchi infortuni stagione per stagione, noterà che la costante nelle 5-6 squadre con tanti infortuni è che in quelle squadre c’è tensione.

I giocatori si fanno male quando, dico io, “l’aria non è pulita”. Vuoi perché qualche elemento importante sta fuori, vuoi per qualche rivalità e poco legame di gruppo, vuoi perché non arrivano i soldi. Allora ci sono tanti infortuni muscolari. Una squadra che va bene non ha mai tanti infortuni.

Lei pensi alla Juve prima di me e dopo di me: settimi, settimi.Sempre 13-14 giocatori indisponibili. L’aria non era pulita. Poi con Conte s’è ripartiti da zero e si è rifatta la squadra“.

Chiellini ci è andato giù pesante con Felipe Melo.


Io avevo un buonissimo rapporto con Felipe. Una volta pensavano avessi bisticciato perché non gli diedi la mano dopo il cambio,- ma in realtà gli dissi: hai fatto bene ma io da te voglio di più perché tu puoi fare la differenza con quella forza fisica mostruosa. In allenamento non l’ho mai visto litigare o dare calci a nessuno… Detto questo, non lo andavo a marcare fuori. Mi riportavano che era un po’ disordinato fuori dal campo, ma l’allenatore non deve andare a marcare i giocatori nella vita privata. Bisogna cercare di farglielo capire. Se uno poi in campo mi dà tutto, se anche mi fa tardi la notte e poi fa bene in campo, allora io faccio anche finta di non saperlo“.

Ma questo non crea l’aria sporca di cui sopra?

Nel momento in cui non rende e io lo faccio giocare, allora sì che crea aria sporca. Ma se in campo dà tutto…. Adriano ad esempio con me vinceva le partire da solo. Se arriva in ritardo davanti ai compagni, intervengo. Ma se va all’Hollywood e poi fa i gol qual è il problema? Vi racconto la svolta di Adriano sotto la mia gestione. Lui e Martins in ritardo.

Una volta la mamma in aeroporto, una volta una gomma bucata, una volta fermato dai vigili… Un giorno arrivò 5 minuti in ritardo, noi eravamo già in campo e io gli dissi davanti tutti: non sono arrabbiato con te, anzi ti dico che domenica ti farò giocare, ma tu oggi non ti alleni. Tu torni a casa, ti metti il pigiama e vai a dormire.

Tu devi allenarti quando hai voglia di allenarti: devi venire con la voglia, se ce l’hai non arrivi di sicuro in ritardo. Da quella volta è arrivato sempre in orario e poi vinceva le partite da solo. Io sono arrivato lì all’Inter, al posto di Cuper, che ero nono alla fine di ottobre.

A gennaio Moratti mi fece il regalo di chiedermi chi volessi e io gli chiesi Stankovic, che mi era esploso in mano da centrocampista offensivo alla Lazio, e poi chiesi di far rientrare Adriano dal Parma.

Arrivò strappato e ci abbiamo messo più di un mese a rimetterlo in carreggiata, ma poi… Riguardatevi le immagini dell’ultima partita a Empoli quando ci qualificammo per la Champions. Un giocatore bisogna portarlo dentro con le buone o le cattive, anche ferendolo nell’orgoglio. Poi lui ora mi odia… Ma io dopo sono andato via e dopo tre mesi l’hanno perso“.

Melo non risolveva le partite da solo, forse è per questo che Chiellini non è tenero con lui.


Chiellini è un ragazzo intelligente. Evidentemente non ha gradito certe cose perché saranno state fatte in momenti sbagliati. Se in campo uno rende, può fare come vuole, ma se in campo non ti dà una mano… Comunque per Chiellini ho grande stima: è evidente che rimarrà nella famiglia Juve, si vede che è responsabilizzato dalla società. E’ pronto e se lo merita“, ha concluso Alberto Zaccheroni.

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